"Il Trio Raffello incanta l'Unione"

di Nicola Sbisà

L'esibizione a Bari per la Camerata, tra Beethoven e un trascinante Brahms.


“La Discantica affida al giovane Trio Raffaello un programma interamente boemo….
una scommessa su una formazione cameristica di ottimo livello… A parte il coraggio di misurarsi con due capolavori di grande notoriètà… a favore del Trio Raffaello depongono una notevole qualità esecutiva e sensibilità verso questo affascinante mondo musicale.”

MUSICA- Giugno 2010


 

Spensieratezza, ottimismo, fiabeschi epiloghi: il Trio Raffaello rischiara il Lauro Rossi

Per una sera, nel cuore di Macerata, risuona quel tripudio vitale ancora incorrotto, dialogano speranze e vaghi interrogativi attraverso le sei esperte mani del Trio Raffaello, conosciuto e affermato a livello internazionale... Il Trio Raffaello è riuscito  a far tacere per un’ora e mezza di esecuzione impeccabile il turbamento delle private esistenze... sono riusciti per una sera a ricordarci che gli epiloghi felici, come esistevano un tempo, possono ripetersi ancora, come il tema di un trio... Il Trio Raffaello è riuscito a raggiungere quello scopo prefisso dal compositore: i tre musicisti sembrano un solo strumento e l’emozione perviene da un’esecuzione che senza dubbio parte da un grande sentimento intimo che gli esecutori percepiscono, rendendone partecipe il pubblico.

di Lucia Cattani -L'Adamo web magazine per l'indagine culturale (leggi l'articolo completo)


 

Bella prova del Trio Raffaello. Equilibrio, armonia e colori limpidi

Il Trio Raffaello racchiude buona parte delle sue prerogative nel suo stesso nome. Come informava il pianista del gruppo Stefano Scarcella, il loro nome è anche un'indicazione estetica.

L'Eco di Bergamo


Il Trio Raffaello in delicato equilibrio
Articolo di: Emanuele Amoroso

Appuntamento accattivante, quello di lunedì 25 febbraio 2013 all'Auditorium di piazza della Libertà a Bergamo, per il programma sfaccettato che permette di conoscere una pagina poco eseguita di Mozart accanto ad una giovanile, ma ben delineata, composizione cameristica di Claude Debussy, per concludersi in un crescendo emotivo con il trio in mi minore di Dmitrij Šostakovič.


Il TrioRaffaello, trascinato dal violino di Marco Fiorini, dà una lettura equilibratissima e meditata del trio op. 67 di Schostakovic, creando notevole tensione interna ai singoli movimenti, senza disperdere quel discorso unitario che li riunisce intimamente.
Anche nella prima parte del concerto il Trio Raffaello ha saputo eseguire i due brani con intelligenti equilibri, attenzione timbrica e necessaria partecipazione emotiva. Caratteristiche ben riconosciute dal pubblico presente, applaudente con calore al termine di ogni brano. La serata è terminata con un bis brahmsiano delicato e struggente.


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Tre è il numero perfetto

Il nuovo appuntamento degli Amici della Musica ha avuto come protagonista il Trio Raffaello, formazione nata nel 2007 dalla fusione delle abilità e delle esperienze che contraddistinguono i suoi membri: Marco Fiorini, Ivo Scarponi, Stefano Scarcella.

Terminata la lotta dei posti a sedere, tre uomini, vestiti di tutto punto, salgono sul palco e, con un cenno del capo, danno avvio al concerto, catapultando l’uditorio nella Salisburgo di fine ‘700. Gran finale con il Trio n. 2 di Šostakovič, uno dei più grandi compositori del secolo scorso. Il pubblico è entusiasta ed esige il bis. Gli artisti lo accontentano di buon grado, esibendosi in Brahms. Il concerto termina sotto il fragore di una cascata di applausi.
Tre impeccabili interpreti per tre grandi maestri vissuti nei tre secoli precedenti al nostro.
Beh, sembra proprio che tre sia il numero perfetto.


LUCA OSCURO
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